The new Vatican Laws, n. viii, ix and x, dated July 11th 2013, along with Francis Pope’s Apostolic Letter Motu proprio “In our times” came into force on Sunday, September 1st.These norms imply considerable modifications of the Vatican City State’s Criminal System and of its Sanctions, still based on the Italian Criminal Code and the Italian Criminal Procedure Code, both of them dated 1929. Law viii establishes new offences, i.e. torture, racial discrimination, genocide and crimes against humanity and in‑troduces the administrative liability of juridical persons. Law ix amends the Criminal Code and the Criminal Procedure Code, introduces fair trial principle and presumption of innocence and abolishes life imprisonment. Law x provides norms about administrative sanctions matters.Furthermore, Francis Pope’s Motu proprio extends the application of Vatican Laws as well as the jurisdiction of SCV’s judicial authorities to some specific fields, also to the highest‑ranking departments of the holy See and to other authorities of the Romana Curia.We can therefore note how the reform of the Vatican Legal System, started by Benedict XVI’, is now continuing with Francis’ Pope’s action.
Sono entrate in vigore il 1° settembre le leggi vaticane nn. viii, ixe x dell’11 luglio 2013, insieme al Motu proprio di Papa Francesco “Ai nostri tempi”.Queste norme comportano importanti modifiche del sistema penale e sanzionatorio dello Stato della Città del Vaticano, dove ancora oggi si applicano il codice penale ed il codice di procedura penale italiani in vigore nel 1929. La legge n. viii prevede nuove figure di reato, come la tortura, la discriminazione razziale, il genocidio e i crimini contro l’umanità, e introduce la responsabilità delle persone giuridiche. La legge n. ix modifica il testo dei codici e prevede tra l’altro l’introduzione del principio del giusto processo, la presunzione di innocenza e l’abolizione dell’ergastolo. La legge n. x pone invece una serie di norme generali in materia di sanzioni amministrative.Il Motu proprio del Papa estende infine, in alcuni specifici ambiti, l’applicazione delle norme vaticane e della giurisdizione dei giudici dello SCV anche nei confronti dei Dicasteri della Santa Sede e degli organismi della Curia Romana.Prosegue così la riforma dell’ordinamento giuridico vaticano già comin‑ciata da Benedetto XVI e oggi portata avanti da Papa Francesco.
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