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Piccolomini. Uno scrittore filogino: La Raffaella. «Uno scherzo giovanile», ma fino a che punto?

  • Autores: Anna Romagnoli
  • Localización: Quaderns d'italià, ISSN 1135-9730, Nº. 15, 2010 (Ejemplar dedicado a: Maquiavel a Espanya. Espanya a Maquiavel), págs. 129-137
  • Idioma: italiano
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  • Resumen
    • L�articolo intende evidenziare come le premesse filogine della Raffaella, per quanto ambigue e poi ritrattate, addirittura come uno scherzo con intenzioni malevole nei confronti delle donne, una loro denigrazione piuttosto che una loro celebrazione, per le connotazioni spregevoli della mezzana e per la rinuncia esplicita a qualsiasi canone di pudore e onestà che non sia un habitus puramente finto, simulato per l�appunto, ma nel senso degenere della parola, trovino in realtà una conferma nell�Istituzione che a prima vista sembrerebbe invalidarle nell�icona della donna paziente.

      Infatti il diritto femminile al piacere, celebrato nella Raffaella sia come diritto di natura sia in ottemperanza alla concezione veterocortese dell�amore, ancorché involgarita, viene confermato nell�Instituzione all�interno del matrimonio, sia nella edizione del 1542 in cui ancora matrimonio e amor cortese decarnalizzato costituiscono esperienze parallele e i due amori non possono convergere verso il medesimo partner, sia nella edizione del 1560 in cui amore matrimoniale e amor cortese sono nutriti e fruiti reciprocamente dagli stessi partner all�interno della consacrata istituzione matrimoniale. Il marito infatti è chiamato a dare alla moglie quelle «carezze matrimoniali» che solo a lei spettano oltre che a rispettarla e ad amarla. Fedeltà, amore, rispetto non sono più obblighi della moglie soltanto, ma anche del marito che, in quanto sua guida e Pigmalione, plasma con i suoi comportamenti gli stessi di lei, mentre a lei spetta di farsi al meglio eco di lui, anche psicologica, e naturalmente di sopportare le sue eventuali intemperanze, per quanto criticabili, e di svolgere dal canto suo un�azione di guida, ma in punta di piedi, e sapendo tacere.

      Pur in questo quadro di assoluta dipendenza, tenendo presente i costumi e il diritto dell�epoca, ci sembra di poter cogliere in Piccolomini un sincero interesse a favore delle donne, l�intenzione di migliorarne la condizione, sebbene in chiave ancora paternalistica e ancora all�interno di un�unione matrimoniale per di più fortemente consolidata dall�abolizione sia delle premesse che delle giustificazioni di qualsiasi trasgressione.

      E di non scarso rilievo ci pare l�avere riconosciuto il diritto delle donne al godimento del piacere fisico nell�alveo di una tradizione abituata a considerarle invece strumento di piacere per l�uomo o a condannarne la colpevole lussuria.


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