Memoriale (1962) e La macchina mondiale (1965) costituiscono i primi due tasselli di quella che viene qui definita la «trilogia dei paranoici». Ad accomunare questi due testi e a distinguerli dal terzo libro della trilogia – Corporale (1974) – è la scelta di una narrazione retrospettiva complicata dall’adozione di una logica e di un linguaggio per molti aspetti vicini a quello del monologo interiore. Dopo aver spiegato in che senso la svolta storiografica della trilogia consista nell’adozione di un «paradigma schizofrenicoparanoide», analizzerò nel dettaglio i primi due romanzi di Volponi per dimostrare perché possono essere definiti dei «monologhi rimemoranti» e per individuarne i principali modelli di riferimento (da Dostoevskij a Faulkner).
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