[1]
Lecce, Italia
La Scuola Tartu-Mosca eredita epistemologicamente i metodi e le teorie del formalismo russo e dello strutturalismo europeo. Ciò implica una specifica concezione della conoscenza: dalle strutture alle forme, alle relazioni tra i segni, su modelli sistemici e scientifici (i codici, le regole di traduzione — non in senso letterale —, le strutture generative del significato), e la ricerca prodotta viene trasmessa e organizzata in modo interdisciplinare. Nell’ambito pionieristico della Semiotica della Cultura, la Scuola Tartu-Mosca ha valorizzato le dimensioni interculturali dell’incontro, del dialogo, di una “frontiera” come spazio che traduce. La Scuola Tartu-Mosca ha svolto il ruolo fondamentale di configurare la cultura come un ambiente semiotico-biologico complesso, fungendo così da catalizzatore per nuove forme di indagine. Oggi diventa inevitabile affrontare le sfide poste dalle forme sociali contemporanee attraverso una riflessione filosofica, semiotica ed etica: semioetica. Questo concetto trae epistemologicamente origine da alcuni aspetti della semiotica globale di Sebeok, in particolare dall’assunto secondo cui semiosi = comunicazione = vita, a sua volta radicato nella pragmatica di Peirce. Emergono chiari riferimenti alla “filosofia della responsabilità” di Bachtin: il termine russo otvetstvennost’ (responsabilità) deriva da otvet: “risposta”. Essere dialogicamente responsabili — individualmente, in modo irripetibile, non delegabile, qui e ora — significa rispondere all’altro, al mondo, in un’etica “polifonica”, della molteplicità e dell’apertura all’alterità.
La Scuola Tartu-Mosca eredita epistemologicamente i metodi e le teorie del formalismo russo e dello strutturalismo europeo. Ciò implica una specifica concezione della conoscenza: dalle strutture alle forme, alle relazioni tra i segni, su modelli sistemici e scientifici (i codici, le regole di traduzione — non in senso letterale —, le strutture generative del significato), e la ricerca prodotta viene trasmessa e organizzata in modo interdisciplinare. Nell’ambitopionieristico della Semiotica della Cultura, la Scuola Tartu-Mosca ha valorizzato le dimensioni interculturali dell’incontro, del dialogo, di una “frontiera” come spazio che traduce. La Scuola Tartu-Mosca ha svolto il ruolo fondamentale di configurare la cultura come un ambiente semiotico-biologico complesso, fungendo così da catalizzatore per nuove forme di indagine. Oggi diventa inevitabile affrontare le sfide poste dalle forme sociali contemporanee attraverso una riflessione filosofica, semiotica ed etica: semioetica. Questo concetto trae epistemologicamente origine da alcuni aspetti della semiotica globale di Sebeok, in particolare dall’assunto secondo cui semiosi = comunicazione = vita, a sua volta radicato nella pragmatica di Peirce. Emergono chiari riferimenti alla “filosofia della responsabilità” di Bachtin: il termine russo otvetstvennost’ (responsabilità) deriva da otvet: “risposta”. Essere dialogicamente responsabili — individualmente, in modo irripetibile, non delegabile, qui e ora — significa rispondere all’altro, al mondo, in un’etica “polifonica”, della molteplicità e dell’apertura all’alterità.
The Tartu-Moscow School epistemologically inherits the methods and theories of Russian Formalism and European Structuralism. This entails a specific conception of knowledge: from structures to forms, to relations among signs, based on systemic and scientific models (codes, rules of translation — understood not in a literal sense —, generative structures of meaning), with research being produced, transmitted, and organized in an interdisciplinary manner. Within the pioneering field of the Semiotics of Culture, the Tartu-Moscow School emphasized the intercultural dimensions of encounter and dialogue, as well as the notion of a “boundary” as a space that translates. The Tartu-Moscow School played a fundamental role in configuring culture as a complex semiotic-biological environment, thereby acting as a catalyst for new forms of inquiry. Today, it has become inevitable to address the challenges posed by contemporary social forms through philosophical, semiotic, and ethical reflection: semioethics. This concept epistemologically originates from certain aspects of Sebeok’s global semiotics, in particular from the assumption that semiosis = communication = life, itself rooted in Peirce’s pragmatics. Clear references emerge to Bakhtin’s “philosophy of responsibility”: the Russian term otvetstvennost’ (responsibility) derives from otvet, meaning “response.” To be dialogically responsible — individually, in an unrepeatable and non-delegable manner, here and now — means responding to the other and to the world, within a “polyphonic” ethics of multiplicity and openness to alterity.
© 2001-2026 Fundación Dialnet · Todos los derechos reservados