This paper analyses some occult and paranormal short stories by Ad-elaide Bernardini that constitute a significant and previously unex-plored core of her novelistic production. Through the category of the fantastic, meant as a narrative and cognitive modality, the texts are reread in light of the epistemological crisis of the late nineteenth cen-tury, highlighting the dialogue with Luigi Capuana. The adoption of retrospective psychoanalytic tools allows us to investigate the dy-namics of interiority, the split of the ego, and the ambiguity between the real and supernatural of the characters. The result is a modern writing style, focused on psychological conflict and a strong female subjectivity, which places Bernardini among the rare voices of female writers active in Italy in the field of occult fiction between the nine-teenth and twentieth centuries
Il contributo analizza alcune novelle di argomento occulto e paranor-male di Adelaide Bernardini che costituiscono un nucleo significati-vo e finora non indagato della sua produzione novellistica. Attraver-so la categoria del fantastico, inteso come modalità narrativa e cogni-tiva, i testi sono riletti alla luce della crisi epistemologica di fine Otto-cento, mettendo in evidenza il dialogo con Luigi Capuana. L’adozio-ne di strumenti psicoanalitici retrospettivi consente di indagare le dinamiche dell’interiorità, la scissione dell’Io e l’ambiguità tra reale e soprannaturale dei personaggi. Ne emerge una scrittura moderna, centrata sul conflitto psicologico e su una forte soggettività femmini-le, che colloca Bernardini tra le rare voci di scrittrici attive in Italia nel campo della narrativa occultistica tra Otto e Novecento.
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