Il contributo intende analizzare le liriche del poeta napoletano Giulio Cesare Caracciolo, proponendo un confronto fra la tradizione a stampa e il manoscritto d’autore. Mentre la prima è costituita soprat-tutto da antologie liriche tra gli anni ’50 e ’60 del Cinquecento, l’alle-stimento del codice, di cui ha dato notizia Guido Arbizzoni nel 2014, risale almeno a venti anni più tardi. Attraverso la discussione della varia lectio si evidenzia il ruolo svolto da Girolamo Ruscelli, spesso responsabile di varianti formali di natura linguistica e stilistica, nella curatela dei Fiori delle rime dei poeti illustri del 1558, come già è stato dimostrato per Luigi Tansillo e Angelo Di Costanzo
The paper aims to analyze the poetry of the Neapolitan poet Giulio Cesare Caracciolo, proposing a comparison between the printed tra-dition and the author’s manuscript. While the former consists main-ly of lyrical anthologies from the 1550s and 1560s, the manuscript, which was first reported by Guido Arbizzoni in 2014, dates back at least twenty years later. Through the discussion of the varia lectio, the paper highlights the role played by Girolamo Ruscelli in the editing of Fiori delle rime dei poeti illustri (1558), often responsible for formal variants of a linguistic and stylistic nature, as has already been demonstrated for Luigi Tansillo and Angelo Di Costanzo.
© 2001-2026 Fundación Dialnet · Todos los derechos reservados