Città antiche, vecchi acquedotti, miniere, cisterne e cripte, sono vere e proprie città sotterranee, sorte in epoche diverse e per molteplici usi. Dai ‘bottini’ senesi ai ‘pozzi’ orvietani, dalle ‘ghiacciaie’ torinesi alla ‘Napoli sotterranea’, solo per restare in Italia, le città ‘di sotto’ stanno negli ultimi decenni fornendo importanti spunti di conoscenza per la storia urbana e soprattutto nuovi itinerari turistici.
Nati per esistere sottoterra o sotterrati dalla città moderna, gli ambienti del sottosuolo urbano sono spesso fonte di scoperte archeologiche e indagini geologiche e divengono sempre più parte integrante della città contemporanea per allocare servizi, per creare nuovi percorsi o anche solo per essere vissuti quale testimonianza del passato.
Tale patrimonio va letto, interpretato, ma anche restaurato attraverso interventi che affrontino con approccio conservativo le tematiche tecniche specifiche che queste architetture presentano, a partire dalla scarsa aereazione che rende difficile la conservazione delle superfici decorate nonché l'abitare all'interno di questi luoghi.
Saper interpretare, leggere e valorizzare le fasi evolutive e costruttive di tali articolati layer diviene un iter complesso che prevede una multidisciplinarità di competenze che collaborino al fine di leggere correttamente le stratificazioni e renderle visibili e fruibili.
Tutelare e valorizzare tale patrimonio attraverso la conoscenza, il restauro e il progetto costituisce difatti a tutt’oggi una sfida che apre il dibattito a scenari su temi quanto mai cogenti.
Scopo della sessione è, in tal senso, quello di indagare ed approfondire le prassi e i progetti di conservazione e valorizzazione delle città sotterranee per confrontare le singole specificità, i più attuali indirizzi di metodo e quanto realizzato negli ultimi decenni.
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