Il sito archeologico di Bagan, noto per le migliaia di pagode antichissime e ancora abitato dalla popolazione autoctona, ha stentato ad ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità nonostante l’innegabile valore culturale. Rifiutata nel 1996 perchè le costruzioni avevano perduto ‘integrità’ e ‘autenticità’ in seguito ad interventi di consolidamento e restauro considerati inappropriati, la nomina è stata accordata nel 2019, ma senza che fossero sopraggiunti cambiamenti sostanziali. Il caso di Bagan, per nulla isolato, spinge ad una riconsiderazione dei criteri che fondano l’attività del Comitato per il Patrimonio Mondiale e una sincera riflessione sulla matrice culturale che dovrebbe fondare i processi di riconoscimento di valore su scala globale
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