La città, come gli edifici, si presenta come un testo, con visibili, infinite e talvolta impercettibili sovrascritture. Sovrascritture che si articolano in senso orizzontale, ma anche in verticale, interessando profondità al di sotto della città visibile con complessi ‘layering’ archeologici e di memorie collettive. Le stratificazioni sono state oggetto di attenzione di diverso tipo, a seconda del momento storico-politico e culturale, condizionando teorie e prassi, nonché modalità di intervento di restauro e/o conservazione.
La sessione propone di indagare le relazioni tra la percezione delle stratificazioni a livello urbano e la loro rappresentazione, con un focus su quei casi in cui la registrazione della complessa realtà urbana e l’eterogeneità degli ‘strati’ hanno orientato, se non influenzato, teorie e prassi di intervento su edifici e brani di città. L’interesse è rivolto a quei contributi e a quelle diverse forme di iconografia, includendo la fotografia, il digitale, il cinema e le forme comunicative di massa che, nel rappresentare e interpretare la città, abbiano colto la ricchezza della stratificazione e abbiano influito sulla percezione delle preesistenze nonché su eventuali scelte di campo e di intervento
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