Prima che Matera fosse proclamata Capitale Europea della Cultura del 2019, da diversi decenni era oggetto di numerose narrazioni che hanno segnato profondamente il suo immaginario. Dopo il trauma identitario per l’abbandono del centro storico e il riconoscimento dei Sassi nella lista UNESCO (1993), si è affermata una nuova immagine della città grazie a strumenti di comunicazione come il cinema, che hanno fortemente influenzato la memoria collettiva a favore di una riappropriazione dei luoghi e di un senso di appartenenza. La riconciliazione con la propria storia, segnata profondamente dalla cultura della vergogna, ha portato al recupero di un modello di architettura vernacolare, più spesso riproposto per scopi turistici che abitativi.
Questa proposta tenta di comprendere le reciproche influenze fra architettura e immaginario.
Ambisce anche a capire come il grande evento abbia influito nella ridefinizione dell’identità culturale attraverso il cinema, lo storytelling e i prodotti televisivi.
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