I centri storici italiani vivono un momento di grave crisi di identità, per i valori che ancora li contraddistinguono e a forte rischio di perdita del loro palinsesto; crisi che investe aspetti culturali, economici, sociali. In mancanza di linee di indirizzo a livello nazionale, dal 1977 sono proliferate leggi regionali spesso discordanti nei contenuti e anche nell’interpretazione del significato di termini fondanti nel campo disciplinare della conservazione, quale il Restauro. Le condizioni di tali centri si è ulteriormente complicata con l’affermazione di un approccio urbanistico rivolto ai processi di rigenerazione urbana che poco prendono in considerazione l’esigenza di conservazione di parti stratificate delle città storiche e, dunque, della complessità del palinsesto che esse rappresentano, assistendosi spesso all’emanazione di leggi regionali del tutto diverse tra loro.
Si intende indagare quali prospettive siano perseguibili per tali tessuti urbani così preziosi, tenendo conto anche delle esperienze a livello europeo e sottolineando che alcuni centri storici risultano patrimonio UNESCO. E, ancora, quali siano gli approcci corretti, quali i possibili strumenti, quali le risorse. L’obiettivo dei diversi apporti scientifici riguarderà, conseguentemente, la definizione delle modalità da applicare per perseguire una salvaguardia attiva di tali centri, coniugando correttamente conservazione e rinnovamento urbano
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