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Legami interrotti, frammenti recuperati. Testimonianze pittoriche medievali della Sicilia orientale

  • Autores: Giulia Arcidiacomo
  • Localización: Arte medievale, ISSN 0393-7267, Nº. 15, 2025, págs. 355-368
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Broken Ties, Recovered Fragments: Medieval Pictorial Evidences from Eastern Sicil
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  • Resumen
    • English

      This paper examines medieval pictorial evidence from churches in eastern Sicily, aiming to define their chronological and cultural coordinates, as well as the processes of their discovery, conservation, and musealization. Through the analysis of key case studies, this study explores the relationship between surviving pictorial fragments and their original architectural contexts, whether preserved or lost. Examples include the frescoes from the Church of the Quattro Santi Dottori in San Marco d’Alunzio, which were incorporated into an exhibition space in 1997; the pictorial fragments from the Church of Immacolatella in Santo Stefano Briga (Messina), which were either removed or restored in situ; and an unpublished erratic fresco currently housed in the Civic Museum of Catania. These remains, reflecting diverse approaches to conservation, collectively underscore the enduring influence of Byzantine culture in eastern Sicily – a defining characteristic of the region’s medieval cultural identity.

    • italiano

      Il contributo propone un riesame di alcune testimonianze pittoriche medievali provenienti da chiese della Sicilia orientale, mirando a metterne in luce le coordinate cronologiche e culturali specifiche e a ricostruire le vicende che hanno portato alla loro scoperta, conservazione e musealizzazione. Attraverso una casistica rappresentativa, viene illustrato il rapporto, ora mantenuto ora perduto, tra frammento e contesto, passando dal caso dei dipinti della chiesa detta dei Quattro Santi Dottori di San Marco d’Alunzio, riconvertita nel 1997 a spazio espositivo, ai resti pittorici della chiesa dell’Immacolatella di Santo Stefano Briga (Messina), in parte staccati, in parte restaurati in situ, fino ad un inedito affresco erratico, oggi conservato presso i depositi del Museo Civico di Catania. Sopravvissuti come relitti di apparati decorativi un tempo estesi, staccati a fini conservativi o giunti nelle collezioni museali, tali reperti narrano nel loro insieme di una perdurante vocazione alla grecità che, variamente declinata, rappresenta un tratto identitario della cultura artistica della Sicilia in età medievale.


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