La pratica di staccare dal supporto i dipinti murali risale all’antichità classica, ma in epoca moderna viene fatta risalire fondamentalmente a estrattori italiani a partire dal 1725. Fino ad epoca relativamente recente (a Firenze, intorno al 1980), lo strappo è stato eseguito a fini conservativi, nella convinzione che si trattasse dell’unica possibilità di salvare quanto rimaneva di opere altrimenti destinate alla distruzione. Un dipinto murale separato dal supporto presenta però dei problemi particolari, con il rischio di finire conservato in depositi inadatti dal punto di vista conservativo e inaccessibili al pubblico. A partire dai primi anni Ottanta, l’autore, nella sua qualità di direttore dell’Ufficio Restauri della soprintendenza, dette inizio ad una campagna di ricollocamento degli affreschi staccati, soprattutto nei chiostri delle chiese. Oggi si dimostra possibile, tranne in casi del tutto eccezionali che però non possiamo escludere definitivamente, conservare i dipinti murali sul loro supporto di origine, utilizzando tecniche di conservazione nel campo dei consolidamenti inorganici, già ben conosciuti e sperimentati nel settore.
The practice of detaching mural paintings from their support goes back to classical antiquity, but in more recent times it is fundamentally credited to Italian restorers starting from about 1725. Until relatively recent times (in Florence, about 1980), strappo has been done for purposes of conservation, trusting this to be the only chance to save what still existed from artworks otherwise destined to destruction. On the other hand, a mural painting separated from its support presents specific problems, and risks ending up in storerooms unfit for conservation and inaccessible to the public. Starting from the early Eighties of the past century, a campaign was begun to take detached frescoes back to their original location, mainly in church cloisters, at the initiative of the author, at the time Director of the Ufficio Restauri of the Superintendency of Florence. Nowadays it appears possible, unless in very exceptional cases (which we cannot nonetheless totally rule out) to keep mural paintings on their original support, by resorting to conservation techniques in the field of inorganic consolidants, already well known and fully experienced in this field.
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