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Abusi distrattivi e distrazione appropriative: riflessioni sull'ambito applicativo del nuovo art. 314-bis c.p.

    1. [1] Università degli Studi di Siena

      Università degli Studi di Siena

      Siena, Italia

  • Localización: Rivista italiana di diritto e procedura penale, ISSN 0557-1391, Nº 3, 2025, págs. 773-795
  • Idioma: italiano
  • Títulos paralelos:
    • Missappropriation of Funds and Embezzlement: Reflections on the Scope of Application of New Article 314-bis of the Italian Criminal Code
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  • Resumen
    • English

      With Article 314 bis passed in 2024, the legislator introduced a new criminal offense in the Italian Criminal Code, namely “misappropriation of money or movable property”. This offense, which is structurally reminiscent of the repealed offense of abuse of office, differs from the latter in some essential respects, both in terms of the underlying conduct and the methods used to commit the typical offense. The debate surrounding this new criminal offense today focuses primarily on the scope of the offense and its relationship with the “neighboring” crime of embezzlement. Specifically, the question arises as to whether Article 314-bis of the Criminal Code is intended to cover only “misappropriation abuses” as previously classified under Article 323, or whether all types of conduct falling under the “misappropriation” category are susceptible to subsumption under the new offense, resulting in a consequent “erosion” of the scope of punishment for embezzlement. After briefly examining the main interpretative solutions that have emerged so far in the interpretation of Article 314-bis, this paper aims to draw a clear line between embezzlement and misappropriation, leveraging an analysis of the “structural” relationships between misappropriation and embezzlement and a reconstruction of the latter legal-conceptual category.

    • italiano

      Con l'art. 314-bis il legislatore del 2024 ha introdotto nel codice penale una fattispecie di “indebita destinazione di denaro o cose mobili” che rievoca, nella sua conformazione strutturale, l'abrogata fattispecie di abuso d'ufficio, ma se ne discosta per alcuni profili essenziali, sia in relazione ai presupposti della condotta che in relazione alle modalità realizzative del fatto tipico. Il dibattito su questa nuova figura criminosa si incentra oggi prevalentemente sulla portata applicativa del reato e sui rapporti con il “contiguo” delitto di peculato. In particolare, ci si chiede se l' art. 314-bis c.p. sia destinato a convogliare nel proprio raggio applicativo i soli “abusi distrattivi”, in passato riconducibili all' art. 323 c.p. , oppure se tutte le tipologie di condotta riconducibili al genus “distrazione” debbano confluire nell'alveo della nuova fattispecie, con conseguente “erosione” del raggio di prensione punitiva del peculato. Il presente lavoro, dopo aver sinteticamente preso in esame le principali soluzioni interpretative sinora emerse in sede di interpretazione dell'art. 314-bis, si propone di tracciare una chiara linea di demarcazione tra peculato e indebita destinazione, facendo leva sull'analisi dei rapporti “strutturali” tra appropriazione e distrazione e sulla ricostruzione di tale ultima categoria giuridico-concettuale.


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