Ayuda
Ir al contenido

Dialnet


Confucianesimo e Sciamanesimo nel medio periodo Koryŏ: dinamiche di uno scontro

    1. [1] Orientale University, Italy
  • Localización: RAPHISA: revista de Antropología y Filosofía de lo Sagrado, ISSN 2530-1233, ISSN-e 2603-6053, Vol. 7, Nº. 2, 2023, págs. 23-51
  • Idioma: italiano
  • Enlaces
  • Resumen
    • English

      This article analyzes the situation of Korean folk native reli-gion, commonly described by the umbrella term “shamanism,” during the middle and second part of the Koryŏ period. The study attempts to expand and correct some basic assumptions of the work of Lee Seog-Ju (2010), who described the dialectic existing between the Confucian elite, the royal hou-se, Buddhism and shamanism in the Koryŏ, correcting as mentioned some of the author’s historical assumptions. Specifically, consideration will be given to: the pervasiveness of the doctrine in the external help of bodhisat-tvas in medieval Korea as noted by Yung Sung-chan (2016); the existence of syncretism between Confucian and Buddhist doctrines, noted by Kim Jongmyung (2016) and Vermeersch (2020); the syncretic nature of shama-nism in relation to Buddhism, noted by multiple authors such as Grayson (1992) and McBride (2007); and finally, the importance of shamanism in pre-existing national rituals such as the Assembly of Eight Prohibitions, emphasized by Vermeersch (2007). The thesis of this article is demonstra-te how the clash with shamanism by Koryŏ Confucian intellectuals was due not so much to a supposed deviation from Confucian orthodoxy by the native religion, but to its non-adherence to the canons of the rituals of State Buddhism. The paper will proceed according to the following pat-tern: first, the society of the Koryŏ kingdom will be briefly analyzed in its religious, cultural, social and political aspects, then a description of the relationship between the two actors in the field, namely shamanism and Confucianism in relation to Buddhism, will be given, and finally the con-clusions of the study will be provided

    • italiano

      In questo articolo si analizza la situazione della religione nativa popolare coreana, comunemente descritta col termine ombrello di “sciamanesimo”, durante la metà e la seconda parte del periodo Koryŏ. Lo studio tenta di espandere e correggere alcune assunzioni di base del lavoro di Lee Seog-Ju (2010), il quale ha descritto la dialettica esistente tra l’élite confuciana, la casa reale, il buddismo e lo sciamanesimo in epoca Koryŏ, correggendo come detto alcuni assunti storici dell’autore. Nello specifico si terrà conto de: la pervasività della dottrina nell’aiuto esterno dei bodhisattva nella Corea medievale come notato da Yung Sung-chan (2016); l’esistenza di un sincretismo tra le dottrina confuciane e quelle buddiste, notato da Kim Jongmyung (2016) e Vermeersch (2020); la natura sincretica dello sciamanesimo in rapporto col buddismo, notata da più autori quali Grayson (1992) e McBride (2007), infine, l’importanza dello sciamanesimo nei riti nazionali preesistenti come l’Assemblea delle Otto Proibizioni, sottolineata da Vermeersch (2007). Tesi di questo articolo è dimostrare come lo scontro con lo sciamanesimo da parte degli intellettuali confuciani di Koryŏ fosse dovuto non tanto da una supposta devianza dall’ortodossia confuciana da parte della religione nativa, ma da una sua non aderenza ai canoni dei riti del buddismo di Stato. Lo scritto si muoverà secondo il seguente schema: anzitutto verrà brevemente analizzata la società del regno di Koryŏ nei suoi aspetti religiosi, culturali, sociali e politici, verrà poi data una descrizione della relazione trai due attori in campo, vale a dire lo sciamanesimo e il confucianesimo in relazione al buddismo, infine verranno fornite le conclusioni dello studio.


Fundación Dialnet

Dialnet Plus

  • Más información sobre Dialnet Plus

Opciones de compartir

Opciones de entorno