In the novel Lara, l’avventuriera (1910), Carolina Invernizio constructs a fascinating and ambiguous anti-heroine figure, who defies and exploits bourgeois moral hypocrisy in order to assert herself socially. Lara, femme fatale and adventuress, stands outside the angelic female ideal, embodying a quest for self-determination through ethical deviance. The contribution analyses the character in the context of popular fiction with female protagonists, highlighting the novel’s interest and modernity. Although relegated to consumer literature, Lara, the Adventuress interrogates the contradictions between heroism and anti-heroism, good and evil, declined in the feminine. What emerges is a surprisingly topical reflection on the condition of women and social morality in the early 20th century.
Nel romanzo Lara l’avventuriera (1910), Carolina Invernizio costrui-sce una figura di antieroina affascinante e ambigua, che sfida e sfrutta l’ipocrisia morale borghese per affermarsi socialmente. Lara, femme fatale e avventuriera, si colloca fuori dall’ideale angelicato femminile, incarnando una ricerca di autodeterminazione attraverso la devianza etica. Il contributo analizza il personaggio nel contesto della narrativa popolare con protagoniste femminili, mettendo in luce l’interesse e la modernità del romanzo. Pur relegato alla letteratura di consumo, Lara l’avventuriera interroga le contraddizioni tra eroismo e antieroismo, bene e male, declinato al femminile. Ne emerge una riflessione sorprendentemente attuale sulla condizione delle donne e la morale sociale del primo Novecento.
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