Il lavoro analizza criticamente il provvedimento della Corte d’appello di Roma che ha liberato il generale libico Osama Almasry Njeem, ricercato dalla Corte penale internazionale per una serie di gravi crimini di guerra e contro l’umanità, coordinando le disposizioni della legge di cooperazione n. 237 del 2012 con le disposizioni dello Statuto di Roma e del codice di procedura penale in materia di estradizione. Si sofferma quindi sul ruolo del Ministro nelle procedure di consegna, frainteso dalle autorità giudiziarie e governative coinvolte nella procedura, e sul grave impatto della vicenda per la credibilità del Paese ospite della Conferenza istitutiva della CPI e per la stessa effettività del diritto penale internazionale
The article critically analyses the decision of the Rome Court of Appeal to release the Libyan General OSAMA ALMASRY Njeem, wanted by the ICC for a number of serious war crimes and crimes against humanity. The article illustrates how to reconcile the provisions of the Law No. 237 of 2012 with the provisions of the Rome Statute and the Code of Criminal Procedure on extradition. It then considers the role of the Minister of Justice in the surrender proceedings, which was misunderstood by the Italian judicial and governmental authorities, and the serious implications of the affair for the credibility of Italy, the host country of the ICC’s founding conference, and for the effectiveness of international criminal law
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