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Bos manjars: la buona tavola nella poesia dei trovatori

    1. [1] Università della Tuscia, Italia
  • Localización: Romance philology, ISSN 0035-8002, Vol. 70, Nº. 1, 2016, págs. 219-238
  • Idioma: italiano
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  • Resumen
    • Dell’insieme di occorrenze riferite all’alimentazione che è possibile riscontrare nella poesia dei trovatori occitani, interessa qui analizzare quelleche contribuiscono a definire le caratteristiche del bo manjar, in quanto elemento topico che serve a rappresentare un modello di vita piacevole eagiata.In particolare ci si concentra su quello che può essere considerato l’alimento principe della dieta medievale: la carne. Grazie all’eredità delle consuetudini alimentari delle popolazioni germaniche e della cultura che a esse si lega, la carne non può mancare sulla tavola medievale perché è considerato «il cibo “nutriente” per eccellenza»(Montanari 2014:196). Il suo primato sul piano gastronomico è confermato dai precetti della medicina: secondo la dietetica è il cibo più adatto all’uomo, quello che meglio lo nutre e gli dà forza. Non a caso la parola "viande" (come del resto l’inglese meat) dal significato generico di cibaria, diinsieme di alimenti necessari alla sussistenza, passa nel Medioevo a indicare specificamente la carne.Nello stesso tempo la carne è anche l’alimento ideale attraverso cui si esprimono valori morali e sociali. È simbolo di forza e di potere e il suo consumo contraddistingue la nobiltà guerriera e in generale l’aristocrazia laica: la privazione della carne simboleggia la privazione di potere ed equivale alla deposizione delle armi; la scarsa disponibilità di questo alimento evidenzia la condizione di subalternità delle classi popolari e contadine;l’astensione dai cibi carnei è propria della cultura cristiana e in particolare di quella monastica come pratica di penitenza, di allontanamento dai piaceri terreni (cfr. Montanari 2014:73–79).Insieme al pane e al vino, la carne compone una terna di generi alimentari di base, in qualche modo necessari e anche sufficienti (cfr. ancheMontanari 2004). Come elementi indispensabili alla sussistenza, al paridella legna, essi figurano nel sirventese di Peire Cardenal Ges non me suide maldir chastiatz, dove i glotos e rabaudors, a cui certi malvagi baroni siaccompagnano, si macchiano del turpe reato di appropriarsi di qualsiasibene, di quelli primari utili a sfamarsi e scaldarsi oltre che del bestiame,dei pascoli e dei terreni coltivabili, delle proprietà e rendite fondiarie,delle fortificazioni


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