'E merito soprattutto di due insigne provenzalisti francesi , la cui operosità si è esplicata in special modo nella seconda metà del secolo scorso, René Nelli e Pierre Bec, aver stafato il mito dell'essenza immacolata pudibonda, desincarnata, "angelica", dell'amore trobadorico e aver dimostrato come buona parte della poesia in lingua d'oc a noi pervenuta consista in una continua domanda di appagamento di un desiderio non sempre e non soltanto platonico, sublimato, svuotato di materialità, privo di pulsioni sessuali, bensi, spesso, crudamente realistico, intriso di appetiti lussuriosi, "naturalistico", improntato a concezione maschiliste che vedevano nella dona l'oggetto delle soddisfazione corporeedi un uomo avente "il diritto" di sedurre, possedere, ingannari, vantarsi del succeso ottenuto [...]"
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