This paper examines in depth the complex relationship between smart contracts and the principle of good faith, which represents a fundamental cornerstone of traditional contract law. Smart contracts, with their distinctive characteristics of automation, immutability, and decentralization, offer significant advantages in terms of efficien-cy and speed in the execution of contractual obligations. However, these technological innovations raise critical questions regarding their ability to adapt to unforeseen circumstances and to uphold the obligations of cooperation and loyalty among the parties involved. The paper analyzes whether and how the principle of good faith, which is established in Italian civil law and also recognized in the Unidroit Principles, can be effectively applied to digital contracts. To this end, innovative solutions are proposed, such as the inclusion of automated hardship clauses, which could ensure greater flexibility and protection for the parties. Furthermore, the crucial role of transparency and informational obligations within the context of smart contracts is explored, highlighting the challenges these tools pose to mutual trust among the parties. The ultimate goal of this work is to provide a critical and constructive framework for the evolution of digital contracting, promoting a dialogue between technological innovation and traditional legal principles.
Il contributo esamina in profondità la complessa relazione tra smart contracts e principio di buona fede, che rappre-senta un cardine fondamentale del diritto contrattuale tradizionale. Gli smart contracts, con le loro caratteristiche distintive di automazione, immutabilità e decentralizzazione, offrono significativi vantaggi in termini di efficien-za e rapidità nell’esecuzione delle obbligazioni contrattuali. Tuttavia, queste innovazioni tecnologiche sollevano questioni critiche riguardanti la loro capacità di adeguarsi a circostanze impreviste e di rispettare gli obblighi di cooperazione e lealtà tra le parti coinvolte. Il contributo analizza se e come il principio di buona fede, che è conso-lidato nel diritto civile italiano e riconosciuto anche nei Princìpi Unidroit, possa essere applicato in modo efficace ai contratti digitali. A tal fine, vengono proposte soluzioni innovative, come l’inserimento di clausole di hardshipautomatizzate, che potrebbero garantire una maggiore flessibilità e protezione per le parti. Inoltre, viene appro-fondito il ruolo cruciale della trasparenza e degli obblighi informativi all’interno del contesto degli smart contracts, evidenziando le sfide che questi strumenti pongono alla fiducia reciproca tra le parti. L’obiettivo finale di questo lavoro è fornire un quadro critico e costruttivo per l’evoluzione della contrattualistica digitale, promuovendo un dialogo tra innovazione tecnologica e principi giuridici tradizionali.
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