El artículo explora el futuro de las identidades faciales en el contexto del metaverso. Analiza cómo la relación entre rostro y futuro, marcada por la incertidumbre y la libertad, podría transformarse debido a los avances tecnológicos que amenazan con convertir el rostro en una interfaz digital moldeable y apropiable. A través de una reflexión semiótica, el texto aborda los riesgos de esta transición, como la pérdida de singularidad y autonomía del rostro, y examina cómo las identidades faciales podrían evolucionar en un entorno virtual. Utilizando ejemplos de la literatura reciente y casos empíricos de diseño digital, concluye con propuestas filosóficas sobre la preservación de la libertad y la singularidad en el rostro humano, incluso en un escenario digitalizado.
The article explores the future of facial identities in the context of the metaverse. It analyzes how the relationship between face and future, marked by uncertainty and freedom, could be transformed by technological advances that threaten to turn the face into a moldable and appropriable digital interface. Through a semiotic reflection, the text addresses the risks of this transition, such as the loss of uniqueness and autonomy of the face. It also examines how facial identities could evolve in a virtual environment. Using examples from recent literature and empirical cases of digital design, it concludes with philosophical proposals on the preservation of freedom and uniqueness in the human face, even in a digitized scenario.
Nella prima parte, l'articolo evidenzia i diversi modi in cui può essere intesa la frase "il futuro del volto" e sostiene che tutti e quattro sono legati al fatto che futuro e volto condividono alcune caratteristiche filosofiche, la più importante delle quali è l'incertezza, basata sulla necessità della natura, ma favorevole alla libertà sociale. Tuttavia, questa concezione del volto come interfaccia in carne e ossa tra la necessità della natura e la libertà dell'individuo potrebbe non reggere nel contesto dell'evoluzione tecnica, che minaccia di trasformare il futuro in programmazione e il volto in un'interfaccia disincarnata, plasmabile a piacimento, ma anche soggetta a ogni tipo di appropriazione. Da qui la necessità di applicare la semiotica a una riflessione filosofica su ciò che sta alla base della libertà del volto e su ciò che la minaccia nella creazione di nuovi simulacri. La seconda parte dell'articolo si concentra sul volto nel metaverso e su come le future identità facciali potrebbero emergere nei multiversi di domani; dopo aver passato in rassegna la letteratura più recente sull'argomento, che oscilla tra entusiasmo commerciale e cupo pessimismo, l'articolo si conclude con alcune indicazioni filosofiche generali sul futuro delle identità facciali.
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