A pesar de la práctica generalizada, es solo en los últimos tiempos, también gracias al acalorado debate provocado por algunos juicios del Tribunal Supremo italiano, que la atención de los intérpretes se ha centrado en el c.d. software espía, un virus con capacidades intrusivas formidables, que se inocula remotamente en un dispositivo informático y que permite realizar numerosas actividades de investigación con métodos tecnológicamente avanzados. El alcance del potencial investigativo del instrumento no parece haber sido entendido por el legislador que, recientemente, ha regulado su uso investigativo exclusivamente como una herramienta para interceptar las comunicaciones entre los presentes. De hecho, la intervención del legislador debe considerarse inadecuada con respecto a la protección de los derechos fundamentales en juego, especialmente porque algunas de las funciones más invasivas no están reguladas.
Nonostante l’ampia diffusione nella prassi, è solo negli ultimi tempi, anche grazie all’acceso dibattito suscitato da alcune pronunce della Corte di cassazione, che l’attenzione degli interpreti si è concentrata sul c.d. captatore informatico, un vero e proprio virus dotato di capacità intrusive formidabili, che viene inoculato da remoto in un dispositivo informatico e che consente lo svolgimento di numerose attività di indagine con modalità tecnologicamente avanzate.
La portata delle potenzialità investigative dello strumento sembra essere sfuggita al legislatore che, solo di recente, ne ha regolamentato l’impiego investigativo esclusivamente come strumento di intercettazione di comunicazioni tra presenti. Adagiandosi sull’ormai invalsa tecnica legislativa che considera le decisioni della Corte di cassazione alla stregua di “proposte” di legge, l’intervento del legislatore non può che essere ritenuto, soprattutto per i suoi “non detti” (non sono infatti disciplinate alcune delle più invasive funzioni del captatore informatico), complessivamente inadeguato rispetto alla tutela dei diritti fondamentali in gioco.
Despite a wide diffusion, only in recent times the attention of the interpreters has been drawn on the spyware, a malware with high intrusive skills, which is installed in a target device and allows to perform a lot of investigation activities. The legislator does not seem to have fully considered the magnitude of these potential uses, having recently disciplined the spyware only as a tool for audio surveillance. Due to the uncovered areas (which relate to some of the most intrusive skills of the spyware), the discipline introduced by the legislator does not appear to be adequate, considering the need of protection of the fundamental rights at stake.
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