En los Estados Unidos los algoritmos predictivos del riesgo de reincidencia son utilizados en el proceso, tanto en la fase que precede a la sentencia como en la determinación de la pena. El presente trabajo tiene por finalidad analizar la estructura de los algoritmos predictivos del riesgo de reincidencia, destacando los problemas existentes a su respecto. Se pone especial énfasis en la inaccesibilidad de los instrumentos, los cuales usualmente operan como una caja negra, así como en el hecho de que el resultado de que tales algoritmos puedan condicionar la decisión del juez. No obstante, las nuevas tecnologías de inteligencia artificial, si son correctamente entendidos y aplicados, podrían encontrar cabida en nuestro sistema, en particular al momento de la determinación de la pena, la cual podría ser entendido como un proyecto y no como un mero momento retributivo.
In the United States predictive algorithms of recidivism are used in the ordinary unfolding of trials, not only in the pre-verdict phase, but also in sentencing. This paper aims to analyze algorithmic risk assessment tools’ structure, highlighting all the critical issues that connote these softwares. Particular emphasis will be placed on the inaccessibility of the instrument, which currently operates as a black box, but also on the fact that the outcome of such algorithms could bias the judge’s decision. Nevertheless, new artificial intelligence technologies, if properly understood and applied, could find room also in our system and in particular at the time of determining the content of the sanction, which could finally be understood as a project and not as mere retribution.
Negli Stati Uniti gli algoritmi predittivi del rischio di recidiva si sono imposti nell’ordinario svolgersi delle dinamiche processuali, sia nella fase che precede il giudizio, sia al momento del sentencing. Il contributo si propone di analizzare la struttura e il procedimento di formazione degli strumenti algoritmici di risk assessment, mettendo in evidenza le criticità che connotano tali software. Si insisterà in particolare sull’ontologica inaccessibilità dello strumento, che ad oggi opera come una black box, rendendo impossibile qualsiasi controllo sulle sue risultanze da parte delle difese, ma anche sul fatto che i risultati dell’algoritmo, in ragione della loro patina di oggettività, potrebbero condizionare il giudice, col pericolo che lo stesso possa non apprezzare adeguatamente le evidenze fattuali, per concentrarsi sul tipo di autore. Le nuove tecnologie di intelligenza artificiale, però, se adeguatamente comprese e utilizzate, potrebbero trovare spazi di operatività anche nel nostro sistema e in particolare al momento della determinazione del contenuto della sanzione penale, che potrebbe finalmente essere intesa come un progetto e non come mero momento retributivo
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