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La ripresa degli autori tardoantichi nell'"Ecbasis captivi" tra parodia, citazione, reminiscenza

  • Autores: Caterina Mordeglia
  • Localización: Filologia mediolatina: rivista della Fondazione Ezio Franceschini, ISSN 1124-0008, Nº. 21, 2014, págs. 141-166
  • Idioma: italiano
  • Texto completo no disponible (Saber más ...)
  • Resumen
    • L'articolo corrisponde a una relazione presentata al convegno «La letteratura di intrattenimento nel Medioevo latino» (Convegno annuale della Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino, Firenze, 22 marzo 2013). Nella sezione introduttiva l'Ecbasis cuiusdam captivi (testo della prima metà del X sec., destinato da un monaco di St.-Evre a Toul ai suoi confratelli) viene dapprima presentato tramite i giudizi di G. Vinay, P. Lehmann e J. Ziolkowski, che ne mettono in luce con sfumature differenti finalità e genere letterario; poi l'A. ne illustra ambientazione, le connessioni tra parodia e liturgia (Cena Cypriani) e analizza l'opposta rappresentazione della Pasqua proposta dalla cornice («Aussenfabel») e dalla narrazione vera e propria («Innenfabel»): ironica e parodica la prima (il bersaglio sarebbe il De corpore et sanguine Domini di Pascasio Radberto), allegorica ma ortodossa la seconda. Il nucleo del saggio è però dedicato all'individuazione e all'interpretazione delle numerose citazioni da autori tardoantichi presenti nel testo, provando inoltre, laddove possibile, a ricavare da esse informazioni circa la lectura che di quei testi veniva fatta nell'ambiente di composizione dell'Ecbasis. La composizione è stata realizzata tramite quello che l'A. definisce «Mosaikstil», più che secondo una tecnica centonaria a tutti gli effetti (si richiamano in proposito l'uso della citazione a scopo comico consigliato da Quintiliano e la formulazione teorica della tecnica centonaria nel Cento nuptialis di Ausonio); l'uso sapientemente variato dell'intertestualità ottiene il ribaltamento tematico-concettuale a sfondo parodico. L'A. ricorda alcuni studi sulla citazione nell'Ecbasis (H. Latour, W. Fechter, J. Ziolkowski) e passa poi ai risultati della sua analisi, riassunti come segue. Caratteri generali: per ciascun autore vengono fornite una scelta di passi esemplificatica, una sintesi (in nota) sullo status quaestionis degli studi circa la tradizione manoscritta e, se identificabile, il ramo di tradizione da cui l'Ecbasis trae la citazione; si nota che diverse riprese, tra quelle identificate dal primo editore dell'Ecbasis K. Strecker, si possono in realtà ricondurre alla reminiscenza di stilemi scolastici, mentre ne vengono identificate di nuove. Per quanto riguarda i singoli auctores, Prudenzio risulta (dopo Orazio, fondamentale) il più citato: Hamartigenia, Contra Symmachum, Apotheosis, Cathemerinon, Peristephanon, Dittochaeon. Lo seguono Aratore (Historia apostolica), Giovenco (Evangeliorum libri) e Sedulio (Carmen Paschale) configurando la netta predilezione dell'autore dell'Ecbasis per l'epica biblica. Altre fonti minori sono Marcello Empirico (De medicamentis), Sinfosio (Aenigmata), i Disticha Catonis, Nemesiano (Cynegetica) e il Cento Probae. In conclusione si rileva il valore non solo stilistico dell'intertestualità, funzionale anche al rovesciamento parodico e all'allegoria ideologica, parallelamente alla difficoltà di avere, dalla tradizione indiretta testimoniata dall'Ecbasis, informazioni utili sulla trasmissione delle auctoritates citate.


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